Orientamento
Da molti anni constatiamo che i giovani che vogliono lavorare nel Marketing e nella Comunicazione hanno pochissime informazioni sulle varie professioni, sulle linee di demarcazione tra l’una e l’altra e sulle dinamiche di integrazione che caratterizzano tali professioni nella evoluzione del mercato.
D’altro canto esistono giovani che avrebbero tutte le potenzialità giuste per svolgere queste professioni e, non sapendo neppure della loro esistenza, si avviano (o sono avviati dai loro docenti) verso professioni “istituzionali” che non consentono loro di sbocciare professionalmente.
In ogni caso il rapporto tra domanda e offerta risulta molto incerto e la asimmetria informativa è uno dei fattori che ne impedisce un andamento utile.
Le informazioni sono molto scarse e molto poco si opera per far comprendere non solo le professioni ma la realtà di questo mercato che è piccolo, molto concentrato su Milano, e che non è assolutamente in grado di assorbire le migliaia di giovani laureati in comunicazione/marketing/pubblicità che vengono licenziati dal sistema formativo.
Riteniamo indispensabile iniziare un lavoro di orientamento all’interno delle Università, sia del triennio che della specialistica.
Prototipo di una giornata di Orientamento nelle Università
L’organizzazione della giornata prevede due parti:
la prima (al mattino) dedicata all’informazione sulle professioni che operano nella Comunicazione visiva e persuasiva e sul mercato del lavoro italiano relativo a tali professioni;
la seconda (al pomeriggio) dedicata alla realizzazione di un workshop per far vivere ai ragazzi – naturalmente in grande sintesi – i vari ruoli e l’interazione tra i ruoli in un briefing con prodotto e dati di mercato reali.
Prima parte
Il filo conduttore è la presentazione di un progetto vero realizzato per le Aziende
La scelta di questo progetto verte su un prodotto di largo consumo, un progetto istituzionale nel senso che non solo preveda lo svolgimento di tutti i principali ruoli della Comunicazione, ma gli strumenti di comunicazione scelti siano strumenti rigorosamente convenzionali adatti ad un pubblico che non ha ancora avuto modo di trattare la materia in esperienze concrete.
Viene presentato il briefing dell’Azienda, l’analisi dello scenario e lo svolgimento innanzitutto del piano marketing con relativo conto economico e indicazione del budget dato alla Comunicazione sia pubblicitaria che di relazioni pubbliche. Nel trattare questa prima parte emerge il ruolo professionale del marketing e delle ricerche quantitative.
Si procede alla presentazione della parte di relazioni pubbliche spiegandone – come si è detto prima – a due voci sia l’intervento specifico nel progetto trattato, che ampliandone la descrizione ad altri contesti possibili. Si accenna anche all’importanza dell’intervento del graphic designer e del web designer e di come lavorino in sintonia con le relazioni pubbliche per la produzione, a seconda dei casi, di brochure, marchi e immagini coordinate, packaging, manifesti, scenografie di eventi, supporti sui punti vendita, ecc. e siti web.
Si procede poi alla presentazione della parte di comunicazione pubblicitaria e si parlerà del ruolo dell’account, della messa a punto della strategia di comunicazione, della stesura del briefing ai creativi della pubblicità (art director e copywriter) dell’intervento dei creativi, del loro lavoro e professionalità, delle dinamiche tra account e creativi, del rapporto tra account e cliente (il marketing).
Anche in questa presentazione si tratta il caso facendo vedere le campagne proposte dai creativi , ma si approfondiranno ed amplieranno le funzioni altre di questi professionisti.
Si presenta il piano media realizzato e, contestualmente, si approfondisce il ruolo strategico e operativo del media planner e del media research, figure fondamentali nel mercato che in genere risultano sconosciute e di cui il mercato ha sempre più necessità.
Del mercato della Comunicazione si parla di volta in volta che si va in approfondimento delle varie figure professionali e, al termine, si approfondiscono i livelli di assorbimento del mercato stesso e si da una serie di indicazioni assolutamente reali su ciò che tale mercato chiede ai giovani in ingresso e gli aspetti giuridici, economici e temporali di crescita professionale.
Riteniamo importante che i giovani capiscano che realizzare un progetto è complesso, richiede molto lavoro, ricerca, riflessione, conoscenze, competenze, tecniche, creatività, capacità di interelazionarsi con gli altri sapendo rispettare i confini tra i vari ruoli e contemporaneamente, pur nella specializzazione di ogni ruolo, prendano coscienza dell’indispensabilità che ogni professionista della Comunicazione sia anche un “generalista” e cioè abbia conoscenze e competenze su tutti gli ambiti della comunicazione stessa.
Seconda parte
Workshop su un briefing
I giovani presenti sono divisi in gruppi di lavoro ognuno dei quali svolge una funzione (scelta da loro): marketing, relazioni pubbliche, account, creatività.
I gruppi sono seguiti da un esperto.
Viene dato il briefing e si procede a far ragionare ogni gruppo secondo la successione logica dello sviluppo del progetto globale, lasciandoli liberi naturalmente, pur seguiti e condotti per mano, di identificare linee ed obiettivi propri. La funzione svolta dai tutor è quella di ricondurli all’interno del briefing ogniqualvolta ne dovessero uscire e di dare indicazioni lì dove gli strumenti e le competenze dovessero mancare.
Naturalmente sono dati dei tempi e chiaramente non ci si apetta che si possa arrivare a conclusioni professionalmente mature, ma lo scopo di questo workshop è di far vivere sul concreto di un prodotto e nei limiti circoscritti dal briefing aziendale, una piccola esperienza all’interno della quale gli attori abbiano per qualche ora la possibilità di identificarsi (o meno) nei ruoli professionali agiti direttamente e/o dagli altri e comprenderne il senso.
Al termine ogni gruppo sceglie un rappresentante che presentta la strategia di comunicazione e le idee creative (a livello di concept) a tutti.

